J. Greenwood (Radiohead) e i videogames

Spesso i videogame non sono solo dei giochi con i quali passare un po’ di tempo in spensieratezza. Possono diventare l’occasione di trasformare un’idea in arte, attraverso le forme che gli sono proprie. In questo senso alcuni videogiochi ci hanno raccontato storie che ci hanno emozionato, fatto riflettere, commuovere e conoscere vicende delle quali non ne sapevamo nulla. Ultimamente una fetta di utenza ha cercato prodotti con un certo spessore artistico, non necessariamente a livello grafico, ma preferendone i contenuti, la musica, la storia e l’esperienza interattiva nel suo complesso. Forme artistiche come la danza, la pittura, la scultura, etc. hanno ottenuto la propria dignità imponendosi nei secoli (alcune anche nei millenni) di storia umana. Il videogioco, medium culturale relativamente recente, si sta cercando un proprio posto in ragione d’essere considerato alla pari delle arte forme artistiche umane.

Johnny Greenwood, chitarrista dei Radiohead, ha più volte esplorato e sorpassato i limiti dei generi musicali, sperimentando nuove forme d’espressione che meglio si adattano al messaggio che si vuole comunicare. La sua personalità, quindi, deve essere ben disposta ad accettare ogni tipo di stimolo artistico esterno, anche quello di un videogioco.Immagine

Sul sito dei Radiohead, J. Greenwood ha dichiarato di giocare ai videogames e ha rilasciato una lista dei suoi titoli preferiti, tra i quali spiccano dei capolavori:

Braid (2009 – PC, ps3, xbox360, . Misto tra rimpicapo e platfmor)

Cave Story ( 2004 – PC, Wii e altre piattaforme. Genere platform)

Elite ( 1984 – BBC Mirco e altro. Space combat simulator)

Goldeneye (1997 – N64. FPS tie in di 007)

Half life series (1998 – PC, ps3, xbox360 e altro. FPS avventura e tanto altro)

Ico (2001 – ps2. Azione e avventura)

Marathon (1994 – Mac. FPS)

Red Dead redemption (2010 – ps3, xbox360. Azione e aventura in free roaming)

Zelda Ocarina of Time (1998 – N64. Gioco di ruolo, azione e avventura)

Zelda Twilight Princess (2006 – Wii, Game Cube)

Il primo della lista rappresenta una delle più belle sorprese, con un’idea interessantissima e sviluppata nel migliore dei modi. Braid più volte ci lascia sottintendere una storia, in un brainstorming onirico. La serie di Half life trasmette i concetti sviluppati in “1984” di Orwell, facendo vivere al giocatore un’esperienza profonda.

Questo giusto per soffermarsi su un paio.

Gli altri meritano di essere scoperti per chi non li ha mai giocati o neanche sentiti nominare.

 

Provate a vedere se siete d’accordo con la top ten di J. Greenwood e se anche voi ne avete riconosciuto la valenza artistica.

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